Ombre, ridatemi il verso Introspettiva, h 8.10 La nube si disseta su verdi pascoli ed incatena il tempo con fili d’erba. Strada, percorso destino. Dov’e’ il cammino che e’ stato tracciato, la via che a te mi conduce, in cui incedevo. E porto danze notturne al tuo capezzale, candele disegnano con la cera, illuminano la fioca caduta verticale dell’oblio, e fra stille di lacrime accese come stelle occhi di zaffiri attutiscono la caduta, del mio corpo inerte sospinto dal nulla. Tutto di te rende naufragio ed abbandono. Il ragno e’ solo nella sua tela e tesse la notte solo per noi, un grappolo appeso di luci vivide, questo, e’ il nostro universo piu’ bello. Oh, perche’ il tempo crea dilanio al petto, perche’, ci logora menti e corpo. Perche’, ci allontana! La solitudine era vestita a lutto non aveva sottratto nulla a me e a te. Insieme ancora. L’incubo si dissolve nei sotterranei, ci rende il mattino senza caligini. Cantilena delle ombre ridatemi il verso del poeta, d’egli, che vive della mia poesia. Roberta Vasselli Venezia, 20 luglio 2004